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05 maggio 2026

La sentenza della Corte di Cassazione n. 11827/2026 si inserisce nel panorama giurisprudenziale relativo alla responsabilità del danno da parte di strutture ricettive, in particolare alberghi di elevato standing, e agli obblighi di diligenza e di tutela della clientela. Il caso riguarda una cliente di un hotel 5 stelle che, pur avendo richiesto l’erogazione di acqua del rubinetto, si è vista somministrare acqua minerale a pagamento e a un prezzo superiore rispetto a quello di mercato, senza che ciò comportasse un danno effettivo alla persona.

 

 

 
La sentenza della Corte di Cassazione n. 11827/2026 si inserisce nel panorama giurisprudenziale relativo alla responsabilità del danno da parte di strutture ricettive, in particolare alberghi di elevato standing, e agli obblighi di diligenza e di tutela della clientela. Il caso riguarda una cliente di un hotel 5 stelle che, pur avendo richiesto l’erogazione di acqua del rubinetto, si è vista somministrare acqua minerale a pagamento e a un prezzo superiore rispetto a quello di mercato, senza che ciò comportasse un danno effettivo alla persona.

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**2. Fatti e questioni giuridiche**

La ricorrente, cliente di un albergo di lusso, aveva richiesto di poter usufruire dell’acqua di rubinetto, chiedendo di essere servita con quella del lavandino, come previsto dalla norma e dalla buona prassi alberghiera. Tuttavia, l’hotel ha continuato a somministrarle acqua minerale a pagamento, al costo di 7 euro a bottiglia.

La questione riguarda:

- Se la mancata soddisfazione della richiesta di acqua del rubinetto costituisca un comportamento illecito o un inadempimento contrattuale;
- Se tale comportamento abbia determinato un danno risarcibile;
- La rilevanza dell’importo pagato per l’acqua minerale come elemento di danno patrimoniale o meno.

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**3. Analisi giuridica**

**a) Obblighi dell’albergatore e standard di diligenza**

Secondo la normativa vigente (art. 2050 c.c. e cod. civ. in materia di responsabilità del fatto illecito), l’albergatore ha l’obbligo di garantire la sicurezza e il comfort della clientela, assicurando che i servizi siano conformi a standard di buona fede, diligenza e lealtà. La norma di riferimento prevede inoltre che l’albergatore debba rispettare il contratto di soggiorno e le aspettative ragionevoli del cliente.

Nel caso di specie, la richiesta di acqua del rubinetto rappresenta un’esigenza legittima, e la somministrazione di acqua minerale a pagamento senza informare adeguatamente la cliente può configurare un inadempimento contrattuale o un comportamento negligente.

**b) Danno e risarcimento**

Perché si possa parlare di danno risarcibile, è necessario che si verifichi una lesione di un diritto, di un interesse patrimoniale o non patrimoniale, e che questa lesione sia collegata all’atto illecito.

Nel caso in esame, la cliente non ha subito un danno patrimoniale effettivo, poiché ha pagato per l’acqua minerale, né un danno alla salute o alla persona. La sua richiesta di acqua del rubinetto, anche se legittima, non è stata accolta, ma tale omissione non ha generato un danno patrimoniale diretto, bensì un possibile inadempimento contrattuale.

**c) La valutazione della presenza di danno**

La giurisprudenza (Cassazione civile, sez. III, 2026) ha chiarito che il semplice fatto di aver pagato un servizio non conforme alle aspettative o di aver ricevuto un servizio diverso da quello richiesto, non costituisce di per sé danno risarcibile se non si consegue una perdita patrimoniale o un danno alla persona.

Nel caso specifico, dato che la cliente ha pagato per l’acqua minerale, e questa è stata effettivamente fornita, anche se non quella desiderata, la mancanza di un danno patrimoniale o di un danno alla salute esclude la configurabilità di un danno risarcibile.

**d) Giurisprudenza e principi di diritto applicabili**

La Cassazione ha consolidato il principio che:

- La responsabilità del danno si configura solo in presenza di un danno effettivo e concreto, non di una mera insoddisfazione o di una delusione di aspettative;
- La somministrazione di acqua minerale a pagamento, anche se a un prezzo elevato, non costituisce di per sé un danno patrimoniale o non patrimoniale risarcibile, a meno che non derivi da un comportamento negligente o fraudolento dell’albergatore.

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**4. Conclusioni**

In base alla sentenza Cassazione n. 11827/2026, si può affermare che:

- La mancata erogazione di acqua del rubinetto, in assenza di un danno patrimoniale o di altra lesione qualificata, non comporta di per sé la configurazione di un danno risarcibile;
- Il pagamento di 7 euro per bottiglia di acqua minerale, se correttamente fornita, non costituisce di per sé un danno, ma può essere oggetto di contestazione solo se vi siano elementi di frode, dolo o inadempimento grave;
- La tutela del consumatore e del cliente alberghiero può essere garantita attraverso la corretta informazione e il rispetto delle aspettative, ma non necessariamente tramite il riconoscimento di un risarcimento in assenza di danno effettivo.

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**5. Considerazioni finali**

La sentenza sottolinea l’importanza di distinguere tra insoddisfazione soggettiva e danno effettivo. Nel caso di richieste non soddisfatte, la giurisprudenza richiede che si dimostri l’esistenza di un danno patrimoniale o non patrimoniale concreto per poter ottenere un risarcimento.

In conclusione, nel caso specifico, la Cassazione ha confermato che non sussiste un danno risarcibile a favore della cliente dell’hotel, in quanto la mancata erogazione dell’acqua del rubinetto e il pagamento per l’acqua minerale a pagamento non costituiscono di per sé un illecito risarcibile senza la dimostrazione di un danno effettivo.

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**Nota:** Questa analisi è di carattere generale e non sostituisce una consulenza legale personalizzata. In casi concreti, si consiglia di consultare un avvocato specializzato in diritto dei consumatori o diritto alberghiero. 

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